Picking

Prelevare un oggetto da uno scaffale è un’azione piuttosto semplice per un uomo, che viene compiuta da decenni in migliaia di piattaforme logistiche di tutto il mondo. È rimasta pressoché uguale per molto tempo, fino a quando il boom del commercio elettronico ha puntato l’attenzione proprio su questo semplice gesto per renderlo più produttivo.

Il primo passo è ridurre gli spostamenti del personale quando deve prelevare prodotti in diversi punti del magazzino per diminuire il tempo perso negli spostamenti. Ciò avviene nel caso dei sistemi Picker to parts, ossia quando l’operatore deve raggiungere, a piedi o su un carrello, ogni collo da prelevare. Alcune ricerche mostrano che il tempo di viaggio può raggiungere, o perfino superare, la metà del tempo di lavoro del personale di magazzino. Qua entra in gioco innanzitutto la progettazione del magazzino e la gestione dello stoccaggio. Per esempio, è ormai accettato il principio secondo cui il prelievo a livello del suolo è più produttivo di quello in verticale, ma ovviamente non sempre si ha lo spazio per estendere orizzontalmente i magazzini. In questi casi, si può aumentare la produttività intervenendo sulle strategie di preparazione degli ordini, ordinandoli per lotti o combinando in un viaggio più ordini.

Meno sprechi

Ridurre i tempi di viaggio significa anche indirizzare l’operatore verso il prodotto da prelevare tramite la via più breve e a tal fine sono apparsi sul mercato diverse soluzioni di “navigazione”. Un’altra strategia è concentrare nelle zone “calde” del magazzino gli articoli che generano la maggior parte dei prelievi, usando in questi casi anche corridoi più ampi per far scorrere agevolmente il traffico di operatori e carrelli. Si può quindi creare una gerarchia di prodotti e disporli nell’area di stoccaggio secondo la loro frequenza di picking. Soluzioni più drastiche, che richiedono la riprogettazione del magazzino, sono la Pick to box e la Parts to picker. La prima consiste nel dividere l’area di prelievo in sottostazioni gestite da un operatore e queste isole sono collegate tra loro da convogliatori su cui viaggiano gli imballaggi di ciascun ordine. Quando passano davanti a un operatore egli inserisce il collo richiesto per quella determinata spedizione. Anche nella configurazione Parts to picker gli operatori operano in postazioni fisse dove arriva la merce, ma questa viene trasportata da carrelli automatici che portano a ogni operatore il contenitore con il collo che gli serve per comporre una specifica posizione. Questo concetto funziona per oggetti piccoli anche con magazzini verticali automatici. Questi sistemi richiedono l’intervento umano, perché la semplicità del picking è solo apparente. Infatti. l’atto del prelievo richiede l’uso delle capacità complesse legate al riconoscimento degli oggetti, che fino a poco tempo fa erano fuori dalla portata delle macchine, almeno per affidabilità e velocità, e di quelle di spostamento autonomo non vincolato.

Verso l’automazione

Lo sviluppo del commercio elettronico e le enormi disponibilità economiche delle multinazionali che vi operano però sta portando elevati investimenti verso la totale automazione del picking, dove si cominciano a usare i robot.

Un primo passo è usare bracci robotizzati, che già sono ben sperimentati nella produzione o nell’imballaggio, anche nel prelievo in magazzino, istallandoli vicino a scaffalature o convogliatori da cui attingono i prodotti o su cui compongono i colli da spedire. Questi bracci si possono anche installare su carrelli a guida autonoma per prelevare in modo automatico nell’intero magazzino.

Ma i produttori di robot stanno già sperimentando – e sono a buon punto – robot antropomorfi che possono replicare le funzioni umane, prelevando da piccolo oggetto con una mano a una scatola usando entrambe le braccia.

Logistica

Il settore della Contact logistics negli ultimi anni è cresciuto in termini di fatturato e operatori specializzati, trainato dall’espansione dei volumi e della domanda e, negli anni scorsi, anche da una congiuntura economica positiva, che più di recente e in prospettiva è da riconsiderare alla prova dei fatti.

Il fatturato del settore per diversi anni di fila ha continuato a lievitare, anche se poco a poco, senza grandi scatti in avanti: un incremento contenuto ma costante nel corso del 2014 e del 2015, poi nel 2016 il giro d’affari complessivo della logistica conto terzi era ammontato a 78,7 miliardi di euro, pari a un +1,7% rispetto all’anno prima, per poi arrivare a quota 80,7 miliardi nel 2017, per un altro incremento del + 1,3% in dodici mesi. Una crescita nel tempo collegata non solo all’aumento del traffico merci, ma anche al buon andamento delle esportazioni, e allo sviluppo dell’eCommerce sia B2B che B2C.

La ripartizione del fatturato per tipologia di operatore è rimasta sostanzialmente invariata negli ultimi tempi: al primo posto la categoria Autotrasportatori (che rappresentano il 32% del totale), seguita da Spedizionieri (18%), Operatori logistici (12%) e Gestori di magazzino (10%), sempre secondo i dati dell’ Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano.

Le categorie che nel 2016, secondo gli ultimi dati disponibili, hanno fatto registrare un incremento maggiore del fatturato sono Corrieri (+5%) e Operatori logistici (+4%): per i preimi, la crescita è trainata principalmente dalle aziende con un forte Network nazionale e dai piccoli corrieri locali, anche per la sempre maggiore rilevanza dell’eCommerce B2c e la diffusione di servizi specifici a valore aggiunto, come l’installazione del prodotto acquistato, e il ritiro dell’usato.

Tra gli Operatori logistici sono invece le imprese medio-grandi a tirare la crescita. E, mentre i Corrieri confermano il Trend positivo degli ultimi anni, gli Spedizionieri registrano in media una lieve contrazione del fatturato (-2%), legata innanzitutto alla riduzione dei noli navali e aerei.

Le aziende che operano nella logistica conto terzi in Italia sono oltre 97mila, con un aumento del numero di operatori specializzati di 2mila unità (+2,2%) nel 2016 rispetto all’anno precedente. Un andamento positivo guidato innanzitutto da un’inversione di tendenza nel mondo dell’Autotrasporto, e in particolare degli Autotrasportatori organizzati in società non di capitali (con 1800 aziende in più), anche per un il buon andamento dei volumi di merci da far viaggiare su

strada. E con una crescita significativa della categoria Corrieri e Corrieri espresso (+11,6%), soprattutto per aziende di piccole dimensioni con forte specializzazione geografica, e gestori di magazzino (+3,4%), anche qui in controtendenza rispetto alla flessione degli anni precedenti.

«È il quadro di un settore in movimento, e che ha impulso anche dalle Startup specializzate, dall’ingresso nel comparto di soluzioni 4.0, e dalla crescente attenzione delle imprese per la Customer experience», rimarca Damiano Frosi, direttore dell’Osservatorio Contract Logistics.

Per evitare che l’innovazione si riduca all’investimento in nuove macchine e software, però, occorre sviluppare una visione chiara del processo logistico, rafforzare la collaborazione tra gli attori della filiera, e allargare il livello di competenze degli operatori.

intralogistica
intralogistica

Ci siamo, è incominciato il countdown per INTRALOGISTICA ITALIA 2018, l’evento destinato a lasciare il segno nel panorama italiano della logistica che si terrà a Milano Rho dal 29 maggio al 1 giugno presso i padiglioni 6 e 10, dando spazio al Retail e coniugando diversi attori di un settore in continua evoluzione. INTRALOGISTICA ITALIA, organizzata dalla filiale italiana di Deutsche

Messe AG, proprietaria del quartiere fieristico di Hannover, rappresenta una grande opportunità per le aziende che anche in Italia puntano in modo strategico sull’innovazione tecnologica dei prodotti e sulle competenze del personale impiegato. La manifestazione si contraddistingue per la molteplice offerta dei prodotti finalizzati alla gestione della logistica interna all’azienda, dai carrelli elevatori ai mezzi di sollevamento, dai sistemi di magazzinaggio, trasporto continuo e di pesatura, alle scaffalature industriali, agli accessori, fino ai servizi di engineering per la logistica e di consulenza, sistemi e software, servizi logistici per il trasporto e l’organizzazione del traffico. Quest’anno ogni giorno verranno organizzati sullo Spazio Galileo convegni, workshop e incontri altamente professionali con relatori qualificati di aziende leader ed esperti del mondo della ricerca e della stampa.

 

vendere on-line
vendere on-line

La logistica “tradizionale” è solitamente organizzata per inviare quantitativi elevati, di merce simile con corrieri dedicati allo stesso destinatario. La logistica “ecommerce”  è invece specializzata nel trattare piccoli ordini di merci anche differenti tra di loro, da spedire a tantissimi destinatari.

Deve essere in grado di gestire il picco degli ordini , che di solito si rileva durante il week-end, nei periodi prefestivi o a seguito di iniziative promozionali. E’ importante poter contare su una logistica predisposta ad operare con turni di lavoro allungati e flessibili, in modo da garantire una adeguata capacità di evasione degli ordini, in linea con le aspettative dei Clienti.

Le scaffalature del magazzino ecommerce, sono flessibili per ospitare prodotti di natura diversa. Anche i percorsi di prelievo, sono pensati per effettuare le operazioni con la massima rapidità e garantire così una tariffa vantaggiosa.

Inoltre le vendite on-line, generano un elevato volume di reso legato a ripensamenti del Cliente,  problematiche di vestibilità o semplicemente legati alla necessità provare colori differenti. La gestione del reso è parte integrante del modello di business e solo una logistica ecommerce specializzata può analizzare la qualità del reso in tempi rapidissimi, per attivare così i meccanismi di rimborso e mantenere alta la fiducia e la soddisfazione da parte dei Clienti.

 


Una delle decisioni più importanti per chi ha un'attività commerciale e decide aprirsi al mondo dell'e-commerce è quella della scelta del partner giusto per le spedizioni e i servizi di logistica. La cosa più importante non è il prezzo, ovviamente, ma i servizi offerti che si integrano meglio con il nostro business.

Vediamo quali aspetti è necessario analizzare:

  1. servizi di tracciamento all'avanguardia per essere più credibili e dare maggior fiducia al cliente;
  2. gestione in tempo reale di tutte le vostre operazioni e di monitorare tutti gli ambiti di business;
  3. elasticità in consegne e ritiri;
  4. tempi di resa (tempi effettivi per effettuare una consegna);
  5. affidabilità e cura della merce spedita, un vecchio slogan pubblicitario recitava: la velocità è nulla senza controllo;
  6. spedizioni internazionali (quali Stati sono serviti e in quanto tempo);

Alcuni corrieri inoltre, ma anche società che sviluppano soluzioni logistiche online per l'e-commerce, consentono di integrare i servizi di spedizione con i canali di vendita più utilizzati sul web.

La nostra scelta è andata sul corriere espresso GLS, nostro partner, il quale offre servizi di consegna affidabili per aziende e privati. L'invio delle spedizioni con GLS è comodo e sicuro, con tempi di consegna rapidi in tutta Italia. Per le spedizioni internazionali, hai a disposizione una gamma di soluzioni che ti consentono di raggiungere tutto il mondo. L'innovazione tecnologica al servizio delle spedizioni: soluzioni informatiche che possano rendere i clienti autonomi nella gestione del flusso delle loro merci. Consegne delle spedizioni nazionali in 24/48 ore. Garanzia della tracciabilità della spedizione in tempo reale, altissimi livelli di qualità del sistema e tariffe convenienti e personalizzate. GLS offre soluzioni di consegna internazionali di prima classe. Inviare le merci all’estero con GLS significa alta qualità del servizio, affidabilità e tempi di consegna brevi, in Europa e nel mondo. Inoltre hanno una ricca scelta di servizi accessori, appositamente studiati per soddisfareogni esigenza di spedizione.

 

Il 2017 è stato l’anno della crescita per tutto il settore del trasporto merci. A rivelarlo sono i dati relativi allo scorso anni divulgati da Confetra, ossia la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica. L’indagine è stata svolta intervistando centinaia di imprese tra le più rappresentative dei vari settori, ragion per cui il campione utilizzato non può essere considerato totalmente rappresentativo dell’universo pur risultando abbastanza esaustivo. Manca infatti la componente delle piccole imprese, settore sottoposto ad un severo processo di razionalizzazione.

I dati raggruppati ed analizzati da Confetra, confrontati con quelli relativi al 2016 risultano molto positivi in relazione ai fatturati, con un buon recupero dei margini per i comparti delle spedizioni internazionali marittime (+5%) e aeree (+4,9%). Performance migliori per gli express courier, sia in termini di fatturato (+6%) che in relazione al numero di consegne (+6%) che cresce in parallelo all’impennata dell’e-commerce. Rallenta invece il recupero del trasporto ferroviario che nel 2016 aveva registrato un +3,8% che scende al +1,7% e si incrementa notevolmente il trend del trasporto aereo, ben oltre i livelli pre-crisi con un +11,7%. Discreta la crescita dell’autotrasporto nazionale e internazionale il cui trend nei traffici vede un aumento del +4,9% e del +5,2% e nei fatturati del +4,7% e +3,8%.

Nell’ambito delle spedizioni internazionali, chiaro aumento dei fatturati ed un recupero dei traffici in linea con la crescita degli scambi internazionali registrata dall’Istat, anche se non ancora ottimale.